Pubblicazione su settimanale Mio – rubrica MIO-tech del 15/11/2018

I mille usi dei modernissimi droni: oggi monitorano con occhio sempre vigile i nostri fiumi per prevenire le catastrofi naturali e salvare centinaia di vite umane

LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLA PROTEZIONE DEL NOSTRO TERRITORIO

Waterview è uno strumento innovativo e particolarmente utile che permetterà agli operatori del settore di conoscere l’intensità delle precipitazioni

Le alluvioni sono tra le manifestazioni più tipiche del dissesto idrogeologico e si verificano quando le acque di un fiume non vengono contenute dalle sponde e i terreni non riescono a drenare una grande quantità di acqua. Le acque si riversano nella zona circostante arrecando danni a edifici,
insediamenti industriali, vie di comunicazione, zone agricole. Tra le cause dell’aumento della frequenza delle alluvioni ci sono senza dubbio il cambio climatico, l’elevata antropizzazione e la diffusa impermeabilizzazione del territorio. È possibile ridurre i rischi derivanti dalle alluvioni sia attraverso interventi strutturali quali argini, sia attraverso interventi non strutturali, come quelli per la gestione del territorio o la gestione delle emergenze: in quest’ultimo caso, sono fondamentali la predisposizione del sistema di allertamento, la stesura dei piani di emergenza, la realizzazione di un efficiente sistema di coordinamento delle attività previste nei piani stessi. In particolare, un efficiente sistema di allertamento alla popolazione è fondamentale per ridurre i danni. In un’era ad alto tasso tecnologico sono ancora nulli i tentativi di prevenzione e previsione contro le alluvioni ed eventi naturali catastrofici. La natura è imprevedibile ed inesorabile. La natura si fà sentire, sposta quelle che sono le priorità da un disastro all’altro. Negli ultimi anni sono molte le startup che si sono dedicate a progetti in grado di monitorare e prevenire eventi atmosferici come frane e alluvioni.

FLOOD HYDRONE: VISIONE AEREA
Sfrutta i droni per studiare le caratteristiche dei corsi fluviali e le modifiche che hanno subito nel corso degli anni. Un progetto che integra le tecnologie dei Big Data, Machine Learning e droni in grado di elaborare grandi quantità di dati e prevenire i vari danni.

WEACT: RADAR METEOROLOGICI A BASSO COSTO
E’ un’innovativa rete di radar meteorologici basata su radar portatili a basso costo operanti in banda X. A seconda delle esigenze di osservazione abbiamo sviluppato diversi prodotti: il Weather WindMill per scansioni ad alta risoluzione spaziale-temporale lungo un piano verticale e il SuperGauge e Surveyor per l’osservazione delle precipitazioni. Tutti i sensori sono autonomi e trasmettono le mappe acquisite su di un server centrale preposto all’archiviazione e
visualizzazione dei dati. In questo modo si può vedere in tempo reale la situazione osservata da tutti i radar facenti parte della rete.

IN TEMPO REALE
Raccolta dei dati per la sicurezza delle persone. È quello che si propone WaterView un progetto nato da 3 ingegneri italiani del Politecnico di Torino. È in grado di misurare l’intensità delle precipitazioni atmosferiche, a partire dalle caratteristiche strisce luminose lasciate dalle gocce d’acqua in filmati e fotografie, che possono provenire da macchine telecamere di rete, webcam o smartphone. WaterView sta aprendo la strada alla raccolta di grandi quantità di dati pluviometrici di fondamentale interesse per diversi settori, in cui conoscere l’intensità delle precipitazioni può fare la differenza: dagli operatori della protezione civile alla gestione e controllo della viabilità; dai fornitori di servizi meteo ai consorzi agricoli.

COME GLI INGEGNERI CONTRASTANO IL FENOMENO DELLE INONDAZIONI

In un’epoca di riscaldamento globale e condizioni meteorologiche estreme, i rischi di vivere vicino all’acqua non sono mai stati così grandi. Architetti e ingegneri civili hanno progettato opere per il controllo delle inondazioni per contenere le conseguenze degli effetti del cambiamento climatico globale.

LA BARRIERA DEL TAMIGI
In Inghilterra, gli ingegneri hanno progettato una barriera mobile per prevenire le inondazioni lungo il fiume Tamigi. Realizzati in acciaio, le porte d’acqua sulla barriera del Tamigi sono normalmente lasciate aperte in modo che le navi possano passare. Quindi, se necessario, i cancelli d’acqua ruotano in modo da bloccare l’acqua e mantenere al sicuro il livello del Tamigi. I cancelli della barriera del Tamigi furono costruiti tra il 1974 e il 1984 e sono stati chiusi per prevenire le inondazioni più di 100 volte.

IL MOSE A VENEZIA
Il Modulo Sperimentale Elettromeccanico o progetto MOSE, è stato realizzato con una serie di 78 barriere che possono sorgere collettivamente o indipendentemente attraverso l’apertura della laguna e ridurre le acque in aumento del Mare Adriatico. Il modulo elettromeccanico sperimentale ha iniziato la costruzione nel 2003 e le cerniere dei sedimenti e corrose sono già diventate problematiche, anche prima della completa implementazione.

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