Il boom della grafica anni ’50

Gli anni Cinquanta sono gli anni della ricostruzione e del boom economico. Uno sviluppo che ha un enorme impatto anche sul ruolo della grafica, poiché le aziende iniziano a intuire quanto sia importante investire sulla propria immagine e su quella dei prodotti. La creazione di marchi e logo, di pubblicità e di confezioni coordinate e riconoscibili dal grande pubblico acquista un valore autonomo ed è affidata a esperti, il cui linguaggio è quello della grafica.

COLORE E SOBRIETÀ

Lo stile grafico degli anni Cinquanta si basa su fondi di colore omogeneo, sopra ai quali vengono collocate illustrazioni, spesso scontornate, da sole o associate a testi. Da un punto di vista cromatico vengono spesso utilizzate due tinte contrastanti (o complementari, cioè agli opposti nella ruota cromatica e le cui lunghezza d’onda unite danno il bianco nella sintesi additiva), ognuna delle quali è supportata da uno o più colori analoghi, vicini sulla ruota.

L’IMMAGINE È ANCORA AL CENTRO

Nei manifesti, negli annunci e nelle pubblicità domina ancora l’immagine figurata, ma a differenza dei motivi più decorativi, prevale un’impostazione con illustrazioni sintetiche e a effetto. Al cartellonismo pittorico dei primi anni del Novecento si sostituisce e si afferma un’immagine più libera, disegnata in maniera informale e sempre attraversata da una vena umoristica e surreale.

Le locandine dei film degli anni Cinquanta sono spesso di tipo pittorico, come questa affinché di “Delitto Perfetto” (1954 ) di Alfred Hitchcock. Ispirata a un momento saliente della pellicola, l’illustrazione è caratterizzata da tinte contrastanti che enfatizzano la drammaticità della scena. Per il titolo è stato scelto uno stile pulito quasi “geometrico” con caratteri in giallo su fondo scuro.

 

“IL GRAPHIC DESIGN È IL PUNTO D’INTERSEZIONE TRA L’ARTE E LA COMUNICAZIONE.” Philippe Apeloig

L’illustrazione e il disegno diventano uno stile visivo molto condiviso nella pubblicità e negli annunci. È anche una risposta alla sempre maggiore diffusione delle tecniche fotografiche e all’uso delle immagini di ripresa nella comunicazione visiva.

SEMPLICEMENTE FAMOSO

Nasce in Svizzera, nel 1957, quello che diventerà uno dei font più famosi e usati al mondo, l’Helvetica. L’idea iniziale è di Edouard Hoffman, della tipografia Haas, il quale decide di aggiornare L’Akzidenz Grotesk (un carattere risalente al 1896), mantenendone però intatto il senso di ordine e pulizia. Hoffman affida al designer Max Miedinger il compito di progettare la nuova versione, battezzata con il nome Neve Haas Grotesk. Il font, estremamente lineare, razionale e neutro, viene tanto apprezzato da diventare il simbolo stesso della grafica elvetica, diffondendosi rapidamente in tutto il mondo e riscuotendo uguale consenso da parte di grafici tradizionali e creativi. Prima di varcare i confini svizzeri la nuova famiglia di caratteri cambia nome ancora una volta, diventando universalmente nota appunto come “Helvetica“.

….. Anno 1957, icona della grafica svizzera, la font Helvetica si è imposta come modello di comunicazione rigorosa e funzionale.