Pubblicazione su settimanale Mio – rubrica MIO-tech del 28/02/2018

‘IoT’ è l’acronimo con cui tutti noi dovremo presto fare i conti e che definisce l’estensione del web al mondo reale, formato da abitudini e luoghi concreti

INTERNET DELLE COSE: OGGETTI D’USO QUOTIDIANO CHE PARLANO TRA LORO

La casa del futuro ha smesso di essere fantasia cinematografica e sta finalmente diventando pura realtà. Così come anche i piccoli gesti di ogni giorno

Sapete dire, senza stare a pensarci troppo, quanti oggetti collegati a Internet avete utilizzato oggi? Probabilmente no e non provate a contarli: siamo quasi certi che ve ne dimentichereste più di uno. Avete timbrato il biglietto su un mezzo pubblico? In molte città, le obliteratrici sono connesse alla Rete per permettere alle aziende di trasporto di controllare in tempo reale l’afflusso dei passeggeri sulle diverse linee e programmare così l’impiego più efficiente di mezzi e personale. E se avete bevuto il caffè al bar è possibile che anche la macchina utilizzata dal barista per farvi l’espresso fosse collegata ad Internet: in questo modo chi si occupa della manutenzione sa quando è il momento di intervenire senza attendere che si verifichi un guasto. Dai computer agli smartphone ma anche orologi, automobili, elettrodomestici grandi e piccoli e altro ancora: già oggi gli oggetti connessi sono più di 5 miliardi e stanno cambiando la nostra vita.

DISPOSITIVI RIVOLUZIONARI

È l’Internet delle cose (IoT), traduzione letterale dell’espressione inglese Internet of things, coniata nel 1999 dal ricercatore britannico Kevin Ashton per indicare la possibilità di collegare a Internet qualunque oggetto o dispositivo dotato di sensori. Per rendere meglio l’idea, pensa a una smart home, a una casa del futuro, arredata con elettrodomestici e dispositivi controllati a distanza, che dialogano tra loro in modalità wireless. Dalle serrature che si aprono e chiudono con lo smartphone, al termostato che regola automaticamente la temperatura dell’appartamento, dai robot telecamera che sorvegliano la casa quando non ci sei al frigorifero che ti avvisa quando un alimento sta per terminare o sta per scadere, all’impianto di climatizzazione che puoi accendere o spegnere a distanza, che ti avverte quando c’è un guasto. Questi ovviamente sono solo alcuni esempi. In realtà, il mondo dell‘Internet of things è molto più ampio, va oltre la domotica e trova applicazione in svariati settori: telematica, auto, robotica, healthcare, trasporti, solo per citarne alcuni. E non c’è limite alle cose che può fare perché non c’è limite alla fantasia. L’obiettivo dell’IoT è di semplificarci la vita automatizzando processi o dandoci informazioni che prima non avevamo. Qualche esempio?

 LA STRADA INTELLIGENTE

La strada intelligente, detto anche “smart road”, è perfettamente in grado di dialogare con le auto, con i semafori e con la segnaletica al fine di ottimizzare sempre di più i flussi di traffico, riducendo così anche l’inquinamento e i tempi di percorrenza.

 PARCHEGGIARE FACILMENTE

Sensori posizionati sulle strisce dei posti auto, che individuano con precisione la presenza o meno di una vettura, possono inviare l’informazione a un centro dati, che lo fa apparire sulla app per smartphone. Si tratta del progetto Streetline, che è già in prova a Los Angeles e Indianapolis. Se funzionerà, in futuro, parcheggiare sarà molto più facile, un gioco da ragazzi.

 TERMOSTATI SMART

I termostati intelligenti sono in grado di imparare orari ed esigenze particolari e di scegliere anche la temperatura adatta per ogni momento della giornata. Può far risparmiare fino al 20% di energia. E tramite i nostri smartphone possono essere comandati a distanza: si accende l’aria condizionata oppure il riscaldamento quando serve, poco prima di tornare a casa.

 LA TUTELA DELLA PRIVACY

In ambito IoT la nostra privacy è sempre più protetta ma ancora ben lungi dall’essere (per quanto possibile) garantita. I dati raccolti vengono immagazzinati in grandi database e poi elaborati con l’aiuto dei big data, supercomputer in grado di analizzare in poco tempo enormi quantità di dati alla ricerca di schemi che si ripetono, anomalie, deviazioni dallo standard e altri aspetti statisticamente significativi. In definitiva, quando usiamo dispositivi interconnessi in realtà gli “oggetti connessi” siamo noi stessi e questo corrisponde con una maggiore sensibilità ai temi della sicurezza e della privacy; del resto i dati raccolti tramite i nostri dispositivi e in seguito elaborati e conservati su server remoti, riguardano la nostra sfera privata. I dispositivi IoT sacrificano sicurezza e privacy in onore del design e del prezzo. Il risultato è la relativa facilità con cui la rete viene scandagliata alla ricerca di dispositivi da utilizzare per sferrare attacchi mirati ma, ancora prima, la semplicità con cui le informazioni che produciamo e rilasciamo, possono essere intercettate e utilizzate da una varia categoria di persone e classi professionali. Non solo malintenzionati propriamente detti, ma anche marketer, aziende ed esperti di profilazione.

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