Come lo scandalo Cambridge Analytica ha cambiato internet

L’anno passato ha portato dei cambiamenti importanti per quanto riguarda l’utilizzo di internet all’interno della nostra società.

Infatti, in questi ultimi mesi, lo scandalo di Cambridge Analytica è stato costantemente sotto i riflettori.

Per chi non si ricorda, Cambridge Analytica è una società specializzata nel raccogliere dati degli utenti dai vari social network, utilizzati per ricostruire le loro abitudini attraverso le attività eseguite sulle piattaforme.

Come utilizza tutti questi dati?

Queste informazioni vengono adoperate principalmente per creare un profilo dettagliato di tutte le preferenze di un determinato utente.

Infatti, dopo aver sviluppato un sistema avanzato di microtargeting, questa società è in grado di creare delle pubblicità altamente personalizzate per ogni singola persona. Il tutto è stato possibile grazie al monitoraggio delle tracce digitali e alla ricostruzione dei movimenti delle persone su internet.

In cosa consiste lo scandalo di Cambridge Analytica?

L’azione incriminata è il modo in cui sono state ottenute le informazioni degli utenti da parte di Cambridge Analytica. Infatti, questi dati sono arrivati alla società grazie alla condivisione di Kogan, che nel 2014, inventando un’applicazione è riuscito a raccogliere una grande quantità di utenti grazie al login tramite Facebook.

Kogan, condividendo questa collezione di dati con Cambridge Analytica, ha violato le condizioni e i termini d’uso di Facebook, che proibiscono ai proprietari di app di condividere con terzi le informazioni raccolte.

La portata di questo scandalo ha prodotto una risposta severa da parte di tutte le istituzioni, soprattutto quelle europee, concretizzandosi con l’approvazione del GDPR (General Data Protection Regulation). A Maggio, infatti, sono state introdotte nuove norme che chiariscono il trattamento dei dati personali e come devono essere conservati.

Nel 2019, la sicurezza online sarà un tema centrale. Si evolverà sempre di più, aumentando le norme e facendole diventare sempre più severe per impedire una dispersione dei nostri dati e per garantire una navigazione in tutta tranquillità